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Lunedì, 11. Giugno 2007

I miei ultimi mesi
di solaria80, 17:49

Ciao a tutti
Solaria vi manda un bacione. Mi siete mancati lettori del mio blog ma si sa, gli impegni universitari e di lavoro incalzano. Da molto tempo non scrivevo nulla ma dopo Pasqua ho deciso di aprirmi a voi. Ho iniziato una storia importante con un ragazzo anche se un po a distanza. E' una persona speciale a cui sto donando il mio affetto ogni giorno di più. Io di solito diffidente e paurosa non sto fuggendo ma sto vivendo il sentimento che mi lega a lui! Dopo 26 anni di sofferenza e solitudine (non sofferta per carità) sto avendo la certezza che non tutte le persone si somigliano e che come c'è il peggio, ci può essere il meglio. Un bacio e un saluto. La vostra fragolina Sol


"Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce"
Blaise Pascal

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Mercoledì, 06. Dicembre 2006

Il saggio di ballo
di solaria80, 09:58

Salve a tutti
ieri ho saputo che faccio il saggio di fine anno di danza caraibica. Mi ci vedete? io no però penso che mi divertirò anche se comporta una spesa che non avrei mai voluto ovvero le scarpe da ballo con zeppa e tacco che costano un capitale.  Nonostante l'abbia detto a mia madre e pensassi che mi avrebbe detto no mi ha detto solo che a febbraio me le avrebbe fatte comprare . Insomma  a quanto pare mi scatenerò con Salsa Merenghe, Baciata.  Se continua così invece della danza mi pago un ricettario di cucina . Baci
Sol

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Venerdì, 01. Dicembre 2006

cosa voglio dalla vita
di solaria80, 13:16

Salve a tutti
mi fermo e mi chiedo ogni giorno cosa voglio dalla vita. Giorni fa degli amici mi hanno chiesto del mio futuro di cantante e io ho risposto che la mia carriera la sto già facendo come corista professionista. Non sono pessimista ma  la realtà la vedo ed è ora che vada sul concreto; posso essere utile anche come insegnante di canto anche se non farò una grande carriera amerò i miei alunni come dei figli da partorire e accudire. Un bacio a tutti.  Solaria

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Lunedì, 06. Novembre 2006

i Love Musical
di solaria80, 19:36

Salve a tutti da brava musicista per tutta la vita ho visto musical da "Porgy and Bess" che si tiene recentemente al teatro Massimo di Palermo a "Jesus Crist Superstar" per non parlare della bellezza del musical "Cats" . recentemente ho apprezzato "Evita" l'ultima scoperta di A. Loyd Webber musicato da Tim Rice.


Un bacio Caloroso Solaria alias melisande

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Sabato, 19. Agosto 2006

La musica celtica e le favole nordiche
di solaria80, 06:34

Sono affascinata dai miti celtici irlandesi che parlano di mondi con fate e folletti per alcuni attimi sentendo la musica celtica mi sento parte di quel mondo. Sognare di passeggiare per quei boschi a contatto con la natura mi sembra meraviglioso e magico. Baci  Sol

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Mercoledì, 26. Luglio 2006

Dialogo con Dio
di solaria80, 10:22

Un giorno un uomo decise di parlare con Dio per chiedergli il perchè della sua vita. Dio scese sulla terra e gli mostrò il film della sua esistenza e gli disse: "Vedi  le orme su quella spiaggia? Sono i momenti in cui tu eri in più difficoltà!" e allora l'uomo obiettò : "Allora ero da solo perchè ci sono solo due impronte". Dio allora rispose : " Ti sbagli erano le mie quando ti portavo sulle mie spalle"

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Femminile singolare
di solaria80, 07:59

Di giorni e di notti
tra nubbi e tormenti
che io ho passato,
nulla mi è rimasto.
Finito o rimosso?
Le provocazioni
inferte a me stessa
solo per capire
chi ama chi.
Femminile, singolare
ho provato gusto
nel farmi del male;
mai volare
mai godere
della vita che mi
scorre nelle vene.
Ora guardo allo specchio
e penso
alle parole che
non ho mai detto
e tra occhiaie
sul mio viso,
spunta nelle guance
il sole di un
sorriso

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Lunedì, 24. Luglio 2006

una bella poesia d'amore da parte di un amico
di solaria80, 11:04

Perchè ti amo

Senza perchè
è il mio amore,
per altri e per te.

Mi struggo nel piangerti
ed attenderti invano,
non cè più ragione,
ma tu sai che tamo!

E questo che vale
e che a te pur consola,
e, via me, nulla ti cale
sentendoti sola.
Senza perchè
è il mio amore,
per altri e per te.

Mi struggo nel piangerti
ed attenderti invano,
non cè più ragione,
ma tu sai che tamo!

E questo che vale
e che a te pur consola,
e, via me, nulla ti cale
sentendoti sola.Senza perchè
è il mio amore,
per altri e per te.

Mi struggo nel piangerti
ed attenderti invano,
non cè più ragione,
ma tu sai che tamo!

E questo che vale
e che a te pur consola,
e, via me, nulla ti cale
sentendoti sola.

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Sabato, 22. Luglio 2006

messaggio di un amico
di solaria80, 20:24


Apatia

Disaffezionato all’agire,
il cuore è stanco.

Presuntuosi desideri
l’hanno spossato
nel raggiungere le mete,
ora onnubilate nella mente.

Rimango a contemplare
nella mia debolezza,
il disagio del vivere :
sono in balia di quel mare
che pure ha in serbo,
nel nascosto naviglio,
speranza di salvezza.

E questa, inattesa, verrà,
come aurora ogni mattino.
E il cuore oblierà
il nero della notte
che ora l’anima invade.

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Mercoledì, 28. Giugno 2006

La mia passione trovata per la pop art
di solaria80, 12:40

Salve a tutti
Da poco sto scoprendo una passione per le foto elaborate come forma d'arte. Anche se sono negata nel farle, adoro osservarle e circondarmene. Una delle mie preferite è il ritratto di Merylin di Andy Warhol; spero che voi vogliate condividere con me la conoscenza di questo stile artistico

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Mercoledì, 14. Giugno 2006

Il destino di un giorno qualunque
di solaria80, 14:39

Era il pomeriggio di un giorno che fin dall’inizio si era prospettato cupo e senza senso; così aveva pensato Nora, dal nome misterioso e dal passato e presente ancor più misteriosi. Cosa faceva non si sapeva, ne quali sarebbero state le sue mete in una città grigia come Milano. Un giorno, era uscita dall’aeroporto dirigendosi verso un abitazione e, senza che nessuno le avesse posto alcuna domanda da allora li aveva vissuto senza muoversi, come se quella casa le fosse sempre appartenuta. Anche il cielo scuro di quella città e le nebbie le appartenevano, quel giorno più degli altri. Si era ritirata dopo aver fatto non si sa che cosa con la sensazione di una totale assenza di significato. I suoi capelli rossi e i suoi occhi marroni da tempo avevano perso la luce della speranza e cominciava a capire di stare assomigliando sempre di più a quel cielo a cui non trovava ne collocazione ne risposta. Entrò in casa prendendo la decisione di non porsi più di queste domande e cominciò a versarsi del Gin in un bicchiere liscio senza acqua tonica, questo era il suo modo di distrarsi dai pensieri che  si accumulavano in testa. Alla radio trasmettevano un melanconico ritmo blues, di cui neanche la ragazza sapeva il titolo, scoppiò subito in lacrime. Il suo carattere era così, pieno di eccessi di gioia e di dolore e chi l’avesse conosciuta a fondo non avrebbe saputo dire quale dei due stati d’animo prevalesse in lei cosa impossibile perché nessuno aveva accesso alla sua anima, ne al suo cuore. Dopo una notte all’insegna dello stordimento, il giorno rincominciò e Nora usci di nuovo, sentì la solita voce della Signora Ronconi, la vicina salutarla dal balcone e, come sempre le fece un breve cenno di saluto con la testa, poi entrò in casa  a vestirsi e uscì come al solito senza meta.

-“Questa volta la faccio finita”- si ripetè fra se la ragazza camminando sopra un ponte immersa nella fitta nebbia. Di farla finita l’aveva pensato tante volte senza darci peso, come un pensiero su cui scherzare con gli amici solo che amici lei non ne aveva e il ponte era li davanti a lei.

-“Suggestivo eh?!”- disse una voce il cui volto era chiaramente poco visibile alla ragazza.

-“Lei chi è mi scusi?”- chiese Nora alquanto indispettita e incuriosita al tempo stesso

-“Non importa, ci vedremo presto”-  detto questo si udirono dei passi allontanarsi.

La ragazza si infuriò, ma dopo attenta riflessione decise di non darvi peso come per le altre cose,  come per i suoi  pensieri.

Quel giorno, però, non fu la sola cosa strana che capitò alla ragazza. Al ritorno la Sig.ra


 Rognoni le consegnò una lettera.

- “Chi mai potrebbe scrivermi?”- si chiese Nora incuriosita –“ E chi mai potrebbe conoscere il mio indirizzo?” questa cosa l’allertò non poco; lesse con attenzione l’intestazione della lettera

-“Alla Signorina Nora Rei  dalla Spettabile ditta “Vita Eterna”.

Avendo esaminato attentamente la sua richiesta, la informiamo che lei è stata convocata nel nostro ufficio in Via Pascoli 128 domani alle 8:30 a.m”

-“Via Pascoli 128? Quale richiesta?”- queste furono le domande che assillarono la donna che ancora una volta si impose di non pensare saltando alle conclusioni che si trattasse dell’ennesima ditta di assicurazioni pronta a rifilarle una fregatura. Decise così di farsi una doccia per rilassarsi e valutare poi più lucidamente se andare all’appuntamento o no. Per un attimo ebbe la sensazione di sentire la sua mente e il suo corpo tondo e un po morbido liberi da ogni catena di inibizione. Per la prima volta dopo tanto tempo si mise a cantare in modo lieve, appassionato e sentito. I suoi pensieri allora si fermarono agli echi di una voce calda e sensuale di cui la sua era solo eco. La sua disperazione si tramutò in malinconia e la malinconia nel diniego più assoluto. Stanca si distese in poltrona con l’accappatoio indosso e si addormentò.                                            

L’indomani mattina aprì gli occhi al suono della sveglia e gridò- “Porca miseria sono già le 8:00. Cosa faccio?”. Andare non costava nulla tanto più che avrebbe potuto rifiutare qualsiasi cosa se le fosse parsa svantaggiosa; si vestì in tutta fretta e uscì. Trovare la strada fu una vera impresa  visto che di edifici in via Pascoli 128 non se ne vedevano, finchè fu attratta  da una casupola logora e vecchia.

- “ Può essere mai questo il 128?”-  si chiese leggendo con gli occhiali il numero; era questo. La ragazza vi entrò dubbiosa, o quantomeno sicura che nulla di buono poteva venire da simili premesse.

-“Benvenuta!”- le disse una voce maschile aggiungendo- “Si accomodi”-

- “Scusi per il ritardo ma fino a stamane non sapevo se venire oppure mandare tutto a monte”-si sentì di premettere la ragazza

-“Lei non è per niente sprovveduta, per questo mi sarà molto utile se la transazione avrà luogo”-disse l’uomo dallo sguardo buono ma dall’espressione compiaciuta.

-“E’ meglio che le dica prima che non sono interessata a nessun tipo di offerta, o come la


 chiama lei transazione”- disse la donna chiarendo in modo netto il suo punto di vista.

-“In questo caso non è questione di libertà d’azione ma di un ultimatum!”- rispose l’anziano signore che dall’aria bonaria comincio a digrignare i denti.

-“Sono forse in ritardo con dei pagamenti senza saperlo?”- chiese la donna impaurita; non le sembrava che mai nella vita si fosse rivolto ad uno strozzino.

-“Non ha mica un debito con me sa?Lei ha un debito con la vita!”- a quelle parole la donna trasecolò senza riuscire più a parlare con la sicurezza di prima; dove si trovava e chi era quel tizio? Era meglio indagare.

-“ In che senso?Non capisco; cosa vuole da me?”-  chiese Nora senza troppi preamboli

-“Lei ha fatto 310 assenze dalla vita”- disse l’uomo prendendo una pergamena rosso porpora - “La sua anima ora è di mia giurisdizione”-  concluse senza troppa enfasi .

-“Quindi lei sarebbe, da ciò che mi racconta o Dio, o l’innominabile”- disse la donna con tono beffardo mai si era trovata in una situazione  del genere e più di follia non poteva sembrarle

-“Se fossi in lei non riderei tanto, è la sua anima in gioco”- disse il vecchio con tono questa volta molto serio. –“Se le dicessi che se il corso il corso della sua vita potrebbe essere interrotto entro una settimana?”- chiese l’anziano signore  - “Non ci crederei è ovvio”- rispose Nora alquanto infastidita da questa conversazione senza senso e che per di più la stava turbando. –“Io so molte cose di lei che nessuno sa, il motivo per cui è qui cioè ritornare da dove è venuta”- disse il vecchio intrigante  –“E da dove sarei venuta?”- chiese a questo punto Nora per metterlo alla prova;  -“Dal manicomio, dopo vari tentativi di suicidio, so che è la morte che tu respiri ogni giorno e che desideri non è così?”- disse l’anziano il cui volto si andava ringiovanendo e facendo più furbo. – “ E’ la mia anima che vuoi vero? In fondo non mi è mai interessata ma non permetterò mai a qualcuno di venire a stabilire il corso della mia vita!”- disse la donna alterata da tutte le cose che gli erano state dette. –“Va bene, sapevamo o che avresti reagito così quindi ti do una possibilità: sulla tua strada troverai della gente da aiutare; un uomo, una donna e un cucciolo, se dimostrerai di poterti sacrificare e quindi anche il tuo orgoglio e il tuo egoismo, per salvare le loro anime, sarò ben lieto di cederla  ”- disse l’uomo con tono furbo di chi sentiva di aver già la vittoria in tasca.

Come poteva fare lei, donna concentrata da anni sui propri problemi a dimostrare un briciolo di altruismo verso il prossimo? Il quesito si presentava duro e privo di risposte facili.


 “Perché non ti lasciano dei compiti come quelli di scuola?”- si lamentò per strada, poi un pensiero le attraversò la mente; se c’era in gioco la sua anima doveva sicuramente fare qualcosa senza aspettare che si avverassero le cose profetizzate dall’oscuro signore. Si diresse così nella prima chiesa che le capitò vicino ed entrando si rivolse verso il confessionale .

-“Dica tutto figliola”- le rispose il prete con molta gentilezza. – “ Mi perdoni padre perché ho peccato in pensieri parole e opere, ho negato la vita bestemmiato più volte e ora sembra che queste cose siano arrivate alle forze superiori!”- disse la donna con tono sconvolto.

-“Figliola cara, come ciò sarebbe accaduto?”- chiese il parroco alquanto stupito dalle confessioni appena rivoltegli. – “ Nei piani alti e bassi hanno associazioni che sanno tutto di tutti, quel tizio sapeva tutto di me; ha detto di essere una presenza mistica!”- terminò Nora sconvolta.. – “Cosa?!!” Se ne vada con queste assurdita con cui voi giovani vi burlate di noi preti; noi queste cose le prendiamo sul serio!” disse il giovane parroco sconvolto e arrabbiato.-“Queste cose sconvolgono più me che lei; non è stato lei a ricevere la lettera dall”Eterno riposo””- replicò la donna.  Il prete un po dubbioso sulla salute mentale della donna un po per curiosità uscì dal confessionale e le disse:-“Venga figliola e mi racconti dall’inizio! Chi era questo tizio?”-

  –“Dopo avermi confessato di avere in gioco la mia anima non ne ho avuto molti dubbi!”- rispose Nora che nel frattempo si era seduta. –“Ci ragioni un po su e cosa vorrebbe dalla sua anima?”- chiese il prete –“le sembrerà assurdo ma una settimana di azioni puramente altruistiche”-

        “ Questo potrebbe non essere un male, vedi sono un prete ma anch’io pecco di egoismo forse la tua mente ha voluto lanciarti un messaggio preciso. Dio l’ha voluto”-

-“Che egoismi può avere un prete?”- chiese la donna incuriosita.  –“Tu non sai niente della mia vita!”- disse l’uomo vestito con la tonaca bianca e scarlatta.  –“Forse  sono qui non per caso l’ha detto lei  forse lei ha qualcosa da dire non io”-. Il volto del sacerdote si fece scuro e preso da come un dolore profondo.  “ Ho tradito i miei valori, la mia promessa ed ora sto perdendo ciò in cui credo”-.  Il cuore di Nora si riempì di compassione e la compassione si tramutò in un attimo in un abbraccio tenero e sensuale anche se puro.  –“Non la giudico e se lassù c’è qualcosa di buono che ha una qualche intenzione di salvarmi, avrà già perdonato anche lei”-.

 

 

 

-“Come se i fondi per la chiesa non mancassero da mesi e la chiesa fosse sull’orlo di essere abbattuta per essere rimpiazzata da un’ altro edificio?”- disse in prete con aria sconsolata.

-“Come dicono le sacre scritture (ed i miei ex psichiatri) tutto ha una soluzione, continui a confidare e le sue preghiere verranno esaudite”-. Detto questo Nora se ne andò con un senso

di delusione; non le era mai capitato di sentire un ministro della chiesa chiedere aiuto ma darne; il mondo le sembrava girare all’incontrario e molte domande le affioravano in testa: i preti non dovrebbero essere le persone più a contatto con il Padreterno? E se anche loro perdono la speranza e la fede, loro che su di essa basano la loro vita e il loro modo di pensare cosa ne è degli altri esseri umani; sono senza speranza anche loro? Tutto ritornava a se stessa e a quello che aveva passato rinunciando a sperare a credere e la risposta che le sovvenne più plausibile fu che più si è sulla terra, nella misera condizione di umani, più si è soggetti a queste crisi. Questa consapevolezza le lasciò una sensazione di maggiore serenità, sensazione che non provava da tanto tempo. Forse non era l’unica soluzione ai suoi quesiti ma di sicuro una prima e continuando chissà….ne sarebbero venute altre. Quella notte fece un sogno molto strano di lei bambina che correva per i prati con il sole che le accarezzava la fronte e lei che voleva raggiungerlo, piangeva con sua madre per non essere riuscita nell’intento. La madre dolcemente la prendeva presso di se e la consolava, come si prendono tutti i bambini, con gioia ed innocenza di chi non conosce le cose. Nora fin da allora aveva pensato che sua madre non ne aveva capito nulla; o forse…era adulta ed aveva dimenticato le più belle verità di questo mondo. Questo in un certo senso l’aveva distaccata da lei, ma l’aveva anche riempita di ammirazione per una donna che, col suo modo di pensare logico e razionale, riempiva il focolare domestico di dolcezza e serenità. Per anni la ragazza avrebbe voluto essere come lei, ma non ci riusciva  e le loro strade avevano preso un bivio diverso; Nora nella sua stanza a scrivere canzoni e ad ascoltare testi melanconici e sua madre in cucina a pensare come arredare la sua casa. Il padre era ancora fedele a quelle verità che da piccola Nora osservava con estremo stupore, ma le aveva trasformate, un po come lei, in male di vivere e anche con lui, nel rapporto normale di amore e odio fra padre e figlia, la comunicazione si era temporaneamente o fin da  allora   interrotta.

 La sensazione che in lei era nata assomigliava ad una solitudine, ma contornata da più personaggi che le parlavano di come era lei.

 

 

 

 

Nora si fermò a pensare a quei ricordi e alle grida che le urlavano da una vita in testa menzogne, solo menzogne e capì svegliandosi cosa fare. Si diresse verso l’ufficio dove aveva aperto un conto a suo nome e intestò un cospicuo assegno a quella chiesa. Quella  vecchia e dimenticata chiesa non avrebbe chiuso i battenti e di sicuro avrebbero costruito qualcosa di buono; quell’uomo aveva patito troppo perché le sue preghiere non fossero esaudite. Tutto le sembrò avere un sapore migliore, più genuino e buono, ben lontano dai suoi gin compagni vecchi di serate solitarie; per la prima volta Nora Rei camminava fiera verso il mondo. Al ritorno verso casa, una sorpresa attese la donna, un cucciolo di cane era stato lasciato per strada.

 -“Cosa ne potrei fare? Io non sopporto animali in casa mia!”- pensò la donna fra se e se. Poi, come un fulmine al ciel sereno un idea le balenò per la testa. Avrebbe chiesto alla vicina si prendersene cura. Bussò così alla porta della vicina che fu alquanto sorpresa di vedersela davanti.

-“Salve! Cosa posso fare per lei?- le chiese la gentile Signora.

-“Ho trovato questo cucciolo per strada ed io non credo di poter prendermene cura”- disse la donna.

-“Mi creda ho i miei affari da sbrigare e le mie preoccupazioni per prendermi la responsabilità di un cane”- rispose la signora.

-“E io cosa dovrei fare?!Non ci so stare con i cuccioli; non saprei da dove iniziare!- disse Nora alquanto preoccupata

-“Pensi come se fosse un bambino; le dia del latte!”- disse la donna chiudendo la porta in malo modo.

Come era possibile, qualcuno avrebbe dovuto prendersi cura di quel cane tutto spelacchiato, sporco e nero come la pece.

-“Ti chiamerò Ben. Benvenuto in famiglia vagabondo!”- disse Nora rassegnata all’infausto destino di dover adottare quella creatura. La guardò a fondo e vedendo i suoi occhi capì subito che l’avrebbe fatta penare.

-“Entrambi siamo dei piantagrane non voluti dal genere umano;  forse potremo trovare un modo per andare d’accordo visto che questo ci accomuna”- detto questo Nora si portò in casa la bestiola che subito cominciò a gironzolare senza alcuna timidezza come se tutto le fosse già

 

 

 

 

appartenuto.

L’amico fedele come da previsione si rivelò fin dall’inizio una vera peste tranne che nei momenti in cui la donna l’allattava con il biberon. Il cucciolo in quei pochi attimi sembrava godere di quelle attenzioni e diventava come un bambino in braccio alla madre. Anche Nora godeva di quei momenti pensando fra se e se che finalmente aveva qualcuno che volendo o no aveva bisogno di lei. La nebbia che provava sembrava non appartenere più al suo cuore, impegnato nelle passeggiate con il suo nuovo amico intensamente comunicativo e le piccole visite che da lontano faceva alla chiesa dove era stata per la prima volta. Non le importava che il prete si ricordasse o meno di lei e di quello che aveva fatto per la sua chiesa non ne avrebbe mai saputo niente; per la prima volta non era la gloria che cercava, ma qualcosa a cui non sapeva dare un nome. La Nora di una volta avrebbe pensato all’inutilità di un gesto nobile che non portasse nulla di ritorno affettivo o di danaro o qualsiasi altra onorificenza, ma ora per la prima volta aveva sentito di non poter voltare le spalle ad un umanità fragile e delicata come era la sua. In fondo mai come ora lei ed il mondo erano stati più in sintonia in questa nuova consapevolezza; la ragazza si voltò verso l’alto e per la prima volta grido a squarciagola:-“ Ti amo vita, non desidererò mai più di morire”-. In quel momento passò una macchina e la colpì di petto. La ragazza cadde senza dare segni di conoscenza. L’ambulanza non tardò a venire e tentarono inutilmente di rianimarla, ma Nora Rei era entrata in coma. Al suo risveglio si trovo in un posto ricoperto di una luce indefinita.

-“ Dove mi trovo?”-si chiese

l’uomo anziano dallo sguardo furbo disse: -“ Sei nel limbo”

-“Non può essere io ho molte cose da fare sulla terra”- rispose la donna

- “Così è deciso per ora”- rispose l’anziano signore

-“Non è deciso un bel nulla le decisioni si possono anche revocare”- rispose Nora con sicurezza mai ostentata fin ad allora.

-“ Non puoi farci niente, sulla terra la tua condizione è quella di una donna con un coma irreversibile”- disse l’uomo

-“E non posso farci niente? Cosa sarà di Ben, della chiesa?”-

-“Ti sono così care da rinunciare a tutto questo?”- chiese il signore

- “Assolutamente si, voglio svegliarmi!Ho ancora tante cose da fare”- rispose Nora.

 

 

 

 

-“ Se è così che vuoi, così sarà. Gli umani, ti fregano in un istante anche Dante lo fece una volta”- disse il vecchio con delusione

Nora riaprì per una seconda volta gli occhi e la luce che vide fu quella di un lettino d’ospedale. Il suo sguardo era sereno, aveva visto l’eternità e aveva visto la vita; poteva non chiedere altro per tutto il resto della sua esistenza.

-“ Dov’è Ben?”- chiese all’infermiera che le stava accanto.

- “Oh Mamma Santa si è svegliata, come sta?”- chiese la donna .

-“ Bene ma voglio il mio cane. Può portarmelo?”- chiese Nora con impazienza e gli occhi di chi aveva un malditesta da far stordire un mulo.

-“ Purtroppo non posso portarglielo ma la aspettera a casa della Signora Ronconi”- disse l’infermiera con un grande sorriso di chi avesse visto un miracolo. Nora si fermò ad ascoltare, più nessuna nube attorniava la sua anima, solo il sereno e una profonda sensazione di pace. A tale sensazione si lasciò andare come un gabbiano si lasci andare al verso del vento e cominciò fra se a canticchiare vecchie e gioiose canzoni di un passato mai rimosso eppure non più demone della sua vita. Forse era questa la vittoria? Forse aveva raggiunto il suo scopo; una domanda rimaneva comunque irrisolta…la ragazza da salvare? Dov’era? Non era apparsa fino a quel momento nel suo cammino e questo la rendeva alquanto sorpresa nonché piena di domande. L’aveva incontrata e non se ne era resa conto? Questi erano i dubbi che assillavano Nora triste per non aver potuto dare una mano a una donna possibilmente nei guai.

 – “Almeno questo potresti farmelo sapere”- disse la ragazza guardando in su. –“Chi è la ragazza?”- nessuna risposta le arrivo come apparizione miracolosa ne quel giorno, ne i giorni successivi. Tentò di capire se si trattasse dell’infermiera ma sicuramente era una donna serena e senza troppi problemi a parte la sua vocazione di prendersi cura delle persone da considerare nobilissima. Chi era allora la persona a cui avrebbe dovuto salvare la vita. Un senso di colpa si strinse nel cuore della donna appena risvegliatasi, come se avesse mancato ad un compito importante.  Dovette rimanere parecchi giorni in ospedale senza che questo le pesasse con l’unico pensiero al cane, alla chiesa e alla donna misteriosa. 

-“ Forse la incontrerò al mio ritorno a casa, per strada”-  disse fra se e se come per consolarsi del  compito non portato a termine. Finalmente fu dimessa dall’ospedale e il suo ritorno a casa aldilà delle aspettative fu piatto e noioso; un tipico ritorno di un’ammalata, casa piena di

 

 

 

 

visitatori conoscenti etc, anche la madre. E la donna da salvare?

Nora si mise in un angolo e cominciò a pregare.

-“ Dimmi chi ho veramente salvato? A chi sono stata consapevolmente utile? C’era un patto e c’era una donna da salvare, ora le potrebbe essere lontana nel baratro della disperazione e nulla posso fare per cambiare le cose!”-.  In quel momento rivide il vecchio che gli apparve come una presenza profondamente umana eppur compassionevole questa volta.

-“Tu hai cambiato le cose! La donna per cui tanto ti disperi ce l’hai davanti”-.

-“Dove?”- replico Nora

-“ Guardati allo specchio, ti ho dato ben due occasioni per rinunciare al bene più prezioso e non l’hai fatto sei tornata e non sei da sola se ti guardi intorno”- disse e Nora guardò la scena che procedeva come se il tempo si fosse fermato.

-“Cosa sarà di me ora? Ho paura!”- disse la ragazza con estrema sincerità e fragilità che traspariva dal suo volto

-“Vivi ogni giorno come il primo e l’ultimo e poi lasciati trasportare dall’oceano delle possibilità”- detto questo il vecchio sparì.

Nora più sorridente andò verso coloro che erano venuti a trovarla e stranamente si dimostrò affettuosa e disponibile tanto da lasciare la sua famiglia perplessa; mai era capitato che si fosse dilungava pur nella dolcezza e fragilità di carattere in abbracci così calorosi.

-“ Cosa ti è capitato?”-  disse la madre alla ragazza che sembrava quasi volteggiare di gioia per tutta la casa.

-“non lo senti mamma? Il mondo non è cambiato ma io ho visto cose nuove, possibili”-disse Nora con serenità.

-“Stai ancora fantasticando come da bambina?”- le chiese il padre sorridente.

Nora non rispose, finalmente vedeva la possibilità in ogni cosa che la circondava; aveva capito di fare la differenza nel suo piccolo e fragile essere. Nessuno sa i giorni che gli sono stati veramente affidati ma può segnare il cuore delle persone anche con azioni involontarie, senza richiedere nulla in cambio, scoprendo di salvare più la propria vita che quella degli altri con quelle azioni.

- “No papà, sono lucida invece!Le persone che sono qui compreso quell’uomo vestito in abiti sacerdotali”-  disse Nora indicando il prete –“Mi hanno salvato la vita dandomi più di quanto

 

 

 

 

avrei potuto fare per loro”- concluse la donna

-“E il domani?”- chiese il padre preoccupato per la figlia

-“Forse dirò “Ti amo a tutto il mondo” ogni giorno è una buona occasione no?”- disse la ragazza. Il padre le sorrise e capì che qualcosa di inspiegabile e incredibile era accaduto alla ragazza, ma perché d’altronde porsi altre domande? L’indomani suonò come sempre la sveglia. Un sole cocente accecava i passanti, mantenendo comunque una parvenza di brezza autunnale. Nora si fermò ad assaporare tutto questo dalla finestra

-“Ogni giorno è una buona occasione per dire “Ti amo”- continuò beata a canticchiare fra se e se e uscì per andare a zonzo per le strade  prima anguste, ora portatrici di serenità. Tutto può cambiare, pensò Nora in quel momento, persino il corso degli eventi…

 

 

 

 

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La mia canzone preferita
di solaria80, 14:31

little plastic castle

in a coffee shop in a city
which is every coffee shop
in every city
on a day which is every day
i pick up a magazine
which is every magazine
and read a story then forgot it right away
 
they say goldfish have no memory
i guess their lives are much like mine
the little plastic castle
is a surprise every time
it's hard to say if they are happy
but they don't seem much to mind
 
from the shape of your shaved head
i recognized your silhoutte
as you walked out of the sun and sat down
and the sight of your sleepy smile eclipsed all the other people
as they paused to snear at the two girls from out of town
 
and i said "look at you this morning
you are by far the cutest
but be careful getting coffee
i think these people wanna shoot us
or maybe there's some kind of local competition here
to see who can be the rudest"
 
people talk about my image
like i come in two dimensions
like lipstick is a sign of my declining mind
like what i happen to be wearing the day
that someone takes my picture
is my new statement for all of womankind
 
i wish they could see us now
in leather bras and rubber shorts
like some ridiculous team uniform
for some ridiculous new sport
quick someone call the girl police
and file a report
 
in a coffee shop in a city
which is every coffee shop
in every city 
on a day which is every day

 

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Lunedì, 10. Aprile 2006

il pomodoro
di solaria80, 18:20

Un tizio guida la macchina per una strada deserta; ad un certo punto vede una folla di persone che stanno tutte davanti ad un palazzo di dodici piani. Si ferma per vedere e scende dalla macchina. Subito osserva che all'ultimo piano c'è un tizio che si sta per buttare; si gira verso una signora e dice: "Ma che è pazzo?", la signora risponde: "No si figuri che quest'uomo non cade rimbalza". L'uomo incuriosito da questa storia va al dodicesimo piano per farsi spigare il segreto  del rimbalzare e l'acrobata gli dice: "Io penso prima di buttarmi di essere una palla". L'uomo si gira e lo fa anche lui e dice: "Sono una palla, sono una palla sono una palla". Poi pensa " E se fossi un pomodoro?" e si spiaccica cadendo

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Mercoledì, 05. Aprile 2006

My life in a blues
di solaria80, 20:22

Salve bloghisti oggi ho capito anzi ho sentito dipingere la mia vita in un oceano di musica blues i Crebbs e i musicisti del blues dei primi del novecento fino a metà mi sono sembrati complici e vicini da Leard Burly a Johnson. Sensazioni belle e malinconiche si sono susseguite dentro di me la mia vita è un blues!!! Forse ci scriverò una canzone e magari sullo stesso genere

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Sabato, 18. Marzo 2006

una notte tra gli spiriti
di solaria80, 09:41

Un uomo si ubriaca di birra una sera; va a letto ma ad un certo punto deve andare in bagno. Si alza e ci va e apre la porta, aprendo la porta si accende la luce, ma lui non ci bada. Dopo aver fatto pipì chiude la porta e si spegne la luce. A quel punto se ne accorge e riprova ad un certo punto spaventato va dalla moglie dicendo "Giuseppina Giuseppina, ci sono gli spiriti!Ho aperto la porta del bagno e si è accesa automaticamente la luce l'ho chiusa e si è spenta". La moglie risponde: " Ma va là Guido che quando si mbriaco pisci sempre nel frigo!"

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